Gestione sostenibile GESTIONE SOSTENIBILE DELLE RISORSE FORESTALI
Orazio Ciancio, 2002

Sistema forestale autopoietico

Sistema in grado di autoriorganizzarsi e coniugare l'efficienza funzionale a un'alta valenza economica, oltre che ecologica e culturale.



Selvicultura sistemica

Essa prevede il mantenimento dei caratteri naturali dei boschi nel paesaggio; il rispetto dei cicli naturali di rinnovazione; la rinaturalizzazione dei boschi che, a causa di una gestione intensiva, hanno perduto le proprie caratteristiche; il monitoraggio dei mutamenti relativi alla biodiversità e al recupero ambientale.



FORESTE PRIMARIE E FORESTE ANTROPICHE

Le foreste primarie o 'foreste vergini' costituiscono complessi ecosistemi in cui le dinamiche evolutive sono perfettamente 'naturali’, vale a dire che si svolgono senza intervento alcuno da parte dell'uomo; tali foreste sono assenti nelle terre civilizzate essendo circoscritte a zone completamente disabitate, laddove è nullo lo sfruttamento antropico; purtroppo, oggi sono sempre più ridotte e progressivamente minacciate nella propria integrità.

Con il termine foreste antropiche (dal greco ανθροπος = uomo) s'intendono, invece, tutti quei boschi che sono stati modellati nel corso dei tempi dall'azione umana (taglio, incendio e pascolo), poiché localizzati in territori.

 

Sfruttamento dei boschi SFRUTTAMENTO DEI BOSCHI E SELVICULTURA
GESTIONE DELLE RISORSE FORESTALI

Lo sfruttamento delle risorse forestali da parte dell'uomo risale ai primi albori della vita umana sulla Terra; ovviamente, il legno ha costituito l'unica fonte energetica fino alla scoperta dei giacimenti di combustibili fossili. Non solo, il bosco ha dato nutrimento e materiale da costruzione in epoche passate, si può affermare, anzi, che anticamente il bosco veniva molto più intensamente sfruttato di quanto si faccia oggi, poiché del bosco si utilizzava tutto (ma certamente le foreste erano molto più estese e le popolazioni umane meno numerose).


Dopo secoli di storia,i boschi sono giunti fino ai nostri giorni, modellati, modificati, a volte completamente stravolti, ma se ancora esistono lo dobbiamo a quell'insieme di regole, di pratiche, di conoscenze che vanno a costituire nel loro complesso la Selvicoltura. Questa è la scienza che studia le dinamiche d'accrescimento e di perpetuazione del bosco e che ne elabora i criteri di ‘coltivazione’ finalizzati a utilizzare l’interesse (incremento legnoso) senza intaccare il capitale (bosco). L’obiettivo principale che un selvicoltore si prefigge è la rinnovazione naturale da seme del bosco, processo indispensabile alla sua perpetuazione.


Attualmente la gestione delle foreste si configura - sempre più spesso ed in maniera molto drastica -nel divario ideologico e politico esistente tra la posizione dei forestali (che prevedono l'utilizzazione in termini produttivi ed economici, secondo i dettami della selvicoltura classica) e la posizione degli ambientalisti - orientata in base ad un presunto spirito ecologista - secondo cui il bosco si conserva se lo si lascia alla sua 'naturale' evoluzione, senza effettuare alcun tipo di taglio e d'intervento. E fondamentale oggi superare tale divario nell'ottica di una gestione polifunzionale del sistema bosco che unisca le diverse istanze.


Conservare un bosco, soprattutto se ad alta valenza ambientale, non può e non deve ridursi al semplice non tagliare (come spesso accade in aree protette), poiché in tal modo si allungano enormemente i tempi di ritorno al sistema originario con il rischio di perderlo del tutto. Il problema e molto più complesso poiché ciò che si vuole conservare è lo status attuale delle cenosi forestali, le quali non sono propriamente formazioni 'naturali' (essendosi originati dall'intervento dell'uomo), ma sistemi dinamici ed aperti soggetti a lenta e costante evoluzione.

 

Benefici economici ed ambientali BENEFICI ECONOMICI ED AMBIENTALI
SELVICULTURA E DEFORESTAZIONE

Quando si parla di ambiente e sempre necessario fare riferimento ad opportune analisi costi - benefici che tengano conto di tutti gli aspetti che investono il sociale; mentre da un punto di vista tecnico è bene ricordare che l'impostazione produttivistica della selvicoltura classica e già stata superata a livello teorico, vista la progressiva affermazione della cosiddetta selvicoltura naturalistica o, meglio, della Selvicoltura Sistemica. Questa - pur non rinnegando le basi tecnico-scientifiche della selvicoltura classica - si basa sul presupposto fondamentale del bosco inteso come sistema biologico complesso, in grado di organizzarsi spontaneamente secondo dinamiche intrinseche non sempre e non facilmente prevedibili, che comunque devono essere assecondate dal selvicoltore. In altre parole, il bosco viene concepito come sistema che comprende tutte le sue componenti (biotiche ed abiotiche), da sottoporre ad una gestione 'sostenibile'delle risorse con utilizzazioni che riducano al minimo l'impatto ambientale, sia attraverso la riduzione delle superfici sottoposte al taglio sia mediante l'adozione di criteri 'naturalistici' (tagli cauti, continui e capillari; incremento della biodiversità privilegiando specie rare anche se meno produttive; allungamento del turno colturale; ruolo preminente della fauna). La superazione del divario 'taglio-non taglio' e l'adozione di una selvicoltura moderna ed innovativa diventa quindi la migliore soluzione per la corretta gestione delle risorse forestali, che metta d'accordo tutti coloro che con il bosco lavorano o interagiscono a vari livelli o semplicemente grazie ad esso vivono; ciò e ancora più vero ove si consideri che la legna rappresenta l'unica fonte energetica e materia prima rinnovabile!

Selvicultura e deforestazione

Intraprendere la strada di una gestione polifunzionale delle foreste comporta un'attenta pianificazione a lungo termine, cosa alquanto difficile oggi in Italia; ma oltre a tutto ciò si rende necessaria una politica di finanziamenti pubblici e d'incentivi comunitari che tenga conto della reale situazione dei nostri territori e le relative condizioni socio-economiche. In assenza di interventi pubblici, l'unica strada percorribile è quella basata ancora sui tagli, ma assicurando che parte dei proventi di detti tagli siano reinvestiti in opere ed azioni volti a valorizzare e conservare le foreste.


Boschi

L’acceso dibattito di cui sopra, che vede schieramenti contrapposti e battaglie politiche in corso, solleva l'ampio problema relativo alla sostenibilità ambientale delle crescenti esigenze proprie di una popolazione umana sempre più numerosa.
E però paradossale che, mentre da noi si discute in merito alla necessità o meno di tagliare ancora i boschi, nei paesi del cosiddetto "Terzo mondo" le foreste primarie stiano progressivamente scomparendo, in assenza di una qualsiasi forma di Selvicoltura che ne regoli lo sfruttamento. La, lontano dai nostri occhi ma con la nostra inconsapevole complicità, si sta realizzando un massacro ai danni di ecosistemi ancora 'vergini' finalizzato allo sfruttamento sregolato di tutte le risorse, minerali, animali e forestali (senza che a tutto questo si dia la giusta risonanza mediatica). E' il caso di parlare di deforestazione vera e propria - non di selvicoltura e taglio del bosco - perpetuata dalle multinazionali del legno e assecondata da governi disastrati da bilanci perennemente in rosso, disposti perciò a svendere le proprie terre. Nell'era della globalizzazione, urgono azioni di politica internazionale per porre un freno a tali devastazioni, mentre, a livello locale, sarebbe auspicabile che alla selvicoltura si riconoscesse il ruolo principe di guida nella gestione delle risorse forestali.

Under Contruction BIOMASSE

Sezione in fase di allestimento!!
disponibile a breve....